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Samassi e il carciofo
Una storia di terra e tradizione
A Samassi, la coltivazione del carciofo è una tradizione profondamente radicata, che ormai si tramanda da generazioni. Il clima temperato e i terreni fertili del Medio Campidano offrono le condizioni ideali per ottenere un prodotto di qualità, caratterizzato da sapore intenso e ottima resa. Oltre al Carciofo Violetto di Samassi, si coltivano con successo altre varietà pregiate come Romanesco, Apollo, Life, Thema, Spinoso e Ares, tutte apprezzate per le loro caratteristiche e per la versatilità in cucina.
In occasione della Sagra del Carciofo è possibile assaporare ricette e sfiziosità nei punti ristoro e nelle postazioni street food.
Il carciofo Violetto di Samassi
Un simbolo di identità
La coltivazione del Carciofo Violetto di Samassi inizia negli anni ’60 del Novecento, quando a Samassi fu introdotta una varietà originaria della Provenza: una scelta che ha segnato l’inizio di una nuova era agricola, trasformando il Violetto in un’eccellenza riconosciuta e consolidando il legame tra la comunità samassese e il suo prodotto più rappresentativo.
Le foglie dalle sfumature viola racchiudono un gusto delicato e una consistenza tenera, perfetta per tante preparazioni in cucina. Il carciofo Violetto di Samassi è anche ricco di proprietà benefiche, grazie al suo contenuto di fibre e antiossidanti.
Una biodiversità agricola riconosciuta
Il Carciofo Violetto di Samassi ha ottenuto due importanti riconoscimenti che ne confermano il valore storico, agricolo e culturale. È stato inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), grazie a una tradizione culinaria consolidata, testimoniata da ricette tipiche come il carciofo con agnello e Malvasia o quello con patate e zafferano. Inoltre, è stato registrato nel Repertorio regionale dell’agrobiodiversità, garantendo agli agricoltori incentivi per la sua tutela e valorizzazione.
Un traguardo reso possibile grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Samassi e le agenzie regionali Agris e Laore, che hanno svolto un lavoro di ricerca e selezione che ha permesso di preservare e rilanciare la coltivazione del Violetto di Samassi, confermando il suo ruolo centrale nell’identità agricola del territorio.